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NBA Night in Review: Un Super Harden non basta, si sveglia Curry. Primo stop per San Antonio

I Top, le sorprese ed i Flop della nottata

Mercoledì 2 Novembre 2016 | Antonio Lambiase | NBA

TOP:

James Harden: difficile poter riassumere lo scorso turno con 3 top su 9 partite disputate ma indubbiamente chi si è guadagnato un posto in questa classifica è sicuramente “il Barba”. Nella sconfitta dei suoi Rockets, la guarda plasmata da coach Mike D'Antoni, realizza 41 punti con al seguito 15 assist e 7 rimbalzi che lo portano ad una valutazione di +10. Anche la sua controparte “Cavalleresca” non è da meno; Lebron James mette a segno 19 dei 128 punti che proiettano Cleveland sul 4-0. Un inizio di stagione che non si vedeva dal 2000-01.

Anthony Davis: se c'è un giocatore che più di tutti è l'emblema di una franchigia, questo è sicuramente il #23 di New Orleans. Anche questa volta non bastano i suoi 35 punti in 37 minuti di gioco ad invertire la tendenza dei Pelicans. Doppia-Doppia andata in porto con i 15 rimbalzi e quarta sconfitta su quattro per NO.

Karl-Anthony Towns: la prima vittoria stagionale per i Minnesota Timberwolves è tutta opera sua. Per la scelta #1 del Draft 2015, con 29 punti, 11 rimbalzi e 10 assist realizza una tripla-doppia che fa esaltare i tifosi di Minneapolis. Chiude la gara con un bel +38 di valutazione.

 

 

FLOP:

Brandon Ingram: ok, è reduce da un infortunio ma dal #2 del Draft di quest'anno ci si aspetterebbe qualcosa di più. Non schierato nel quintetto iniziale per ovvi motivi, l'ex LSU in 14 minuti passati sul parquet di Indianapolis è autore di soli 2 punti. Ovviamente insieme a lui non brilla neanche tutta la squadra, assente negli ultimi 2 minuti finali restando inchiodata sul 108 e surclassata da degli ottimi Pacers (30 punti per Paul George).

San Antonio Spurs: battuta di arresto per San Antonio. Sconfitta in casa 91-106 dagli Utah Jazz. Compatta la squadra dei laghi, non c'è un nome che spicca ma tutti fanno un'ottima partita piegando così, per la prima volta in questa stagione, la squadra di coach Pop. Nota positiva nello starting 5 dei texani è il solito Kawhi Leonard formato 30 punti.

 

 

SORPRESA:

Serge Ibaka: il match winner di Orlando è lui. Sul 101 pari ad 1:04 dalla fine della partita, l'ex Oklahoma si trova la palla della vittoria, ma appena accenna al tiro, subisce un fallo antisportivo da McConnell. Serge al tiro libero li realizza entrambi e regala la prima vittoria ai Magic.

Steph Curry: ma come, Curry tra le sorprese? Ebbene si. Non fa più notizia se l'MVP della scorsa stagione segna 23 punti. Ma se quei punti li realizza tutti nei 12 minuti del 3° quarto, beh questo si che sconvolge. Ormai per non annoiare i suoi fan, il #30 di Golden State si imbatte in imprese del genere.