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Serie A, i numeri di Torino-Milano: decidono Raduljica e Hickman, ma la difesa dell'EA7 non va

Lente d'ingrandimento sui numeri più significativi della vittoria esterna di Milano contro Torino

Domenica 6 Novembre 2016 | Fabrizio Fasanella | Serie A

3, come le partite consecutive in cui l'Olimpia tocca i 100 punti – 100-80 contro Caserta, 102-106 a Bamberg e 100-97 oggi a Torino. Milano è una macchina offensiva e su questo non si discute. I meneghini giocano un basket spumeggiante che sfrutta al meglio le qualità individuali dei giocatori, ma per vincere ad alto livello urgono miglioramenti difensivi.

5, come i giocatori dell'Olimpia in doppia cifra – Simon (16 punti), Raduljica (14), McLean (14), Sanders (13) e Hickman (11) hanno segnato almeno 10 punti (Gentile e Dragic si sono fermati a 9). Questo dimostra che il talento offensivo di Milano non ha limiti e che tutti possono essere i protagonisti a seconda della fase della partita.

9, come i punti segnati da Raduljica negli ultimi 3 minuti di gara – quando il gioco si fa duro, 'Miro' comincia a giocare. A decidere il match, infatti, è stato l'ottimo finale di gara di Raduljica (14 punti e 4 rimbalzi), che con voglia e aggressività ha risolto una partita tiratissima fino all'ultimo. Per lui un tap-in in schiacciata, un gioco da tre punti (con tiro libero segnato) e un 4/4 dalla lunetta.

20, come i punti di Wilson – lo statunitense, dopo un ottimo inizio, si è infortunato alla coscia scivolando in lunetta. Nonostante il dolore e i minuti in panchina, il #0 della Fiat è rientrato stringendo i denti per continuare a bucare la retina con le sue mille armi offensive. I tifosi e i compagni hanno capito l'importanza del suo sacrificio e non hanno mai mollato. Il basket è anche questo.

25, come i punti di Harvey – il 23enne, mai in doppia cifra nelle prime cinque uscite, ha espresso senza freni le sue doti individuali. Dopo un inizio poco confortante (0/3), Harvey ha iniziato a ferire la difesa avversaria con canestri fuori equilibrio e triple poco ortodosse. Il mancino californiano, nel quarto periodo, è visibilmente entrato in trance agonistica con un tiro al volo per il -1 su assist di Wilson e 3 "bombe" incredibili che hanno fatto sognare il pubblico torinese. Il suo processo di ambientamento nel basket italiano procede positivamente.  

67, come i secondi sul cronometro al momento della tripla di Hickman – l'ex Maccabi è sempre presente nelle fasi delle partite in cui la palla scotta. Oggi, in una giornata non particolarmente brillante, ha confermato per l'ennesima volta la sua pericolosità e la sua freddezza con una tripla da campione a 1'07'' dalla fine del match. Grazie a questa sua iniziativa, Milano ha raggiunto un +5 utile per chiudere la gara senza troppi problemi.

97, come i punti subiti da Milano – concedere più di 90 punti sta diventando una brutta e pericolosa abitudine per la truppa di coach Repesa. Milano, come di consueto in questo avvio di campionato, ha difeso solo a sprazzi e ha regalato troppi tiri facili agli avversari. Tante incomprensioni, gambe poco piegate, scarsa concentrazione e difficoltà a contenere le transizioni avversarie: subire 97 punti da Torino è più di un campanello d'allarme. L'identità difensiva della nuova Olimpia è ancora tutta da costruire e per farlo è necessario partire dalla voglia di ogni pedina.