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NBA Night in Review: Harden si iscrive nel club-leggenda, W di prestigio per Milwaukee. Ai Raptors lo scontro tra seconde a Est.

Top, Flop, Sorprese della notte NBA: nelle altre partite colpo dei Jazz su Cleveland. Warriors col fiatone.

Mercoledì 11 Gennaio 2017 | Alessandro Negri | NBA

TOP

Demar DeRozan: torna al successo Toronto, e lo fa dopo i due K.O. patiti nel weekend. La vittoria arriva nello scontro diretto contro i Celtics, gara tra i team che ambiscono allo scettro di sfidante di Cleveland nella Eastern Conference. Decisivo il season high di DeRozan, che chiude con una doppia doppia da 41 e 13 rimbalzi. 19 punti arrivano nel solo terzo quarto, in cui l'ex Trojans riporta i suoi in linea di galleggiamento dopo essere fniti a - 16. Da segnalare il grande apporto del solito Lowry e di un ottimo Valanciunas (doppia doppia da 18+23 per il big man lituano).

 

James Harden: difficile trovare lo spunto per iniziare a descrivere l'ennesimo partitone stagionale di Harden. Ci proviamo con ciò che riguarda strettamente questa stagione 16-17: la tripla doppia da 40, 15 rimbalzi e 10 assist è l'undicesima in stagione e la ventesima in carriera. E' anche la seconda consecutiva dopo quella (molto simile nei numeri) fatta registrare contro Toronto, e questa "doppietta" lo iscrive di diritto nella speciale classifica di triple doppie da almeno 40 punti in due partite di fila, in compagnia di gente come Jordan (sì, quel Jordan), Maravich e l'ex compagno Westbrook. La partita? Charlotte Hornets (ottimo Belinelli) battuti, nona vittoria in fila e Spurs agganciati in classifica.

 

Milwaukee Bucks: sorpresa dall'At&T Center di San Antonio, dove i padroni di casa cadono dopo nove vittorie in fila e per la prima volta contro i Bucks dal 2008. Inseriamo i ragazzi di coach Kidd tra i Top della nottata, oltre che per quanto appena detto, anche per come è maturato questo risultato, ovvero senza poter contare sull'aiuto di Antetokounmpo, in campo per soli 9 minuti causa influenza. Nel finale sono i Bucks ad avere più lucidità, vincendo di collettivo ma anche grazie alla performance di qualcuno che troverete tra le Sorprese...

 

FLOP

Michael Kidd-Gilchrist: torniamo a Houston ma trasferiamoci in casa Hornets. I giocatori di coach Clifford affondano pesantemente nel primo tempo, rimontano di cuore nel secondo e mettono addirittura il naso avanti a un paio di minuti dal termine. L'esito finale, come detto, premia i texani del Barba, ma con una prestazione "normale" di MKG come sarebbe finita? La virgola in 33 minuti di utilizzo (ferri ammaccati con 0/6) non dà certezze assolute in tal senso, ma perlomeno ci lascia con il dubbio. Non esitiamo a credere che già dalla prossima uscita la generosa ala ex Kentucky riprenderà con la solita dose di punti, rimbalzi ed energia.

 

Los Angeles Lakers: un peccato vedere dei gialloviola così altalenanti, dato che dopo un mese nero avevano cominciato a stringere qualche vite e a risalire la china. Nell'impegno casalingo contro i Trail Blazers del diabolico duo Lillard-McCollum, i losangelini giocano due partite in una: di voglia, attenzione e buona circolazione nel primo tempo (e spiccioli di terzo quarto), pessima da lì in avanti. Il 29% fatto registrare nella ripresa consente a Portland di accumulare 23 punti di margine e di chiudere la gara in tutta tranquillità, ottenendo così la decima vittoria in fila negli sontri diretti contro i Lakers. Che faticano ancora a trovare il bandolo della matassa.

 

SORPRESE

Michael Beasley: come detto poc'anzi, in assenza del Greek Freak qualcuno doveva emergere tra i Bucks per coprire il (grande) buco lasciato dall'all around greco. Ebbene qualcuno è emerso, ed è Mr. Michael Beasley. L'ex Miami nella tranquilla Milwaukee sta avendo un buon rendimento e nella sfida di stanotte agli Spurs esce dalla panchina e chiude con 28 punti, segnando nel finale alcuni difficili canestri in traffico e guidando insieme a Parker e Brogdon i suoi a una prestigiosa W.

 

Denzel Valentine: in assenza del trio Butler-Wade-Mirotic, il rookie ex Michigan State ha la possibilità di giocare molti minuti (30 uscendo dalla panchina) e di prendersi molte responsabilità sul fronte offensivo. Chiude a quota 19, con 5 bombe a bersaglio, ma i Bulls sprecano 18 lunghezze di vantaggio sull'insidioso parquet dei Washington Wizards e cadono nel finale, puniti da due jumper di Wall: prima quello del pareggio a - 47 secondi, poi da quello della vittoria Wizards a 5 secondi dalla sirena.