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NBA Night in Review: una spaventosa tripla-doppia di Westbrook stende i Suns! Bene Golden State, Cleveland e Houston

I top, le sorprese ed i flop della nottata

Sabato 29 Ottobre 2016 | Giampaolo Toselli | NBA

Ancora una volta il "Friday Night" della NBA ci regala molte emozioni. Otto i match della notte con i seguenti risultati:

Toronto-Cleveland 91-94

Brooklyn-Indiana 103-94

Detroit-Orlando 108-82

Miami-Charlotte 91-97

Oklahoma City-Phoenix 113-110 (OT)

Dallas-Houston 98-106

Utah-LA Lakers 96-89

New Orleans-Golden State 114-122

Ora però passiamo ai top, alle sorprese ed ai flop della nottata italiana.

TOP

Russell Westbrook: Sicuramente i quarantaquattro tiri tentati, career high, sono tantissimi. Le cinque palle perse sono troppe. Le dieci conclusioni tentate dall'arco sono un numero troppo elevato per uno che non ha la conclusione dalla distanza come arma principale ma questa sera il numero zero ha dimostrato ancora una volta chi sia. Cinquantuno punti, a tre dal career high, tredici rimbalzi e dieci assist nei quarantacinque minuti di impiego in una parita che sembrava persa dagli Oklahoma City Thunder. Il prodotto di UCLA però non si è dato per vinto e l'ha vinta da solo trascinando i suoi compagni con una foga e voglia di rivincità incredibile realizzando tra l'altro la prima tripla-doppia con almeno cinquanta punti dal 1975, l'ultimo a riuscirci fu Kareem Abdul-Jabbar. Sarà impossibile che mantenga queste cifre folli ma in questa occasione ha dimostrato di essere il favorito numero uno per la conquista del premio di MVP con i vari avversari intenti ad inseguirlo. Un uomo solo al comando.

James Harden: Il cambio di ruolo per ora sta decisamente giovando. Dopo la prestazione contro i Lakers conduce i Rockets ad un ottimo successo esterno nel match tutto texano contro i Mavericks. L'effetto D'Antoni sta giovando all'ex Oklahoma City Thunder il quale ha preso in mano la fase offensiva di Houston a suon di buone letture, isolamenti ben riusciti e passaggi tanto semplici quanto efficaci.

Kevin Durant: Ottima performance dell'ex Oklahoma City Thunder. Indicazioni importanti sono venute in questa partita perché ha dimostrato che questo è il suo team. Molto concentrato dal primo sino all'ultimo minuto non va a sprazzi come Curry, scatenatosi solo tra terzo e quarto quarto, o Green, ottimo il suo primo quarto. Eccellente a rimbalzo, ne ha catturati ben diciassette, e buon assistman, sei per lui alla sirena finale. Il giocatore si è adattato benissimo al sistema di Kerr ed in questo momento sembra lui il primo violino della squadra della Baia.

Menzione d'onore per Anthony Davis che nella sconfitta contro i Golden State Warriors è in grado di segnare quarantacinque punti conditi da diciassette rimbalzi. Per carità ha avuto collaborazione da un egregio Tim Frazier, ventuno e dieci assist, e da Lance Stephenson, quindici più otto rimbalzi e sei assist, ma con questi mezzi i Pelicans dovranno limitarsi ad una ulteriore stagione negli ultimi posti della Western Conference.

SORPRESE

T.J. Warren: Nella serata di Westbrook, in quel della Chesapeake Energy Arena ha brillato il suo talento. Con i trenta punti realizzati ha creato molti problemi ad i padroni di casa che hanno dovuto vincerla dopo i cinque minuti del supplementare. Occhio dunque a questi Suns che oltre a Devin Booker possiede un altro giovane talento nel roster.

Harrison Barnes: Nonostante la sconfitta la sua prestazione è stata ottima. Ritrovata l'indole offensiva dei tempi di North Carolina, anche perché si trovava in un contesto come quello di Golden State, ha dimostrato di saperci fare in attacco. Prova ne sono i trentuno punti ed i molti tiri creati dal palleggio: una buona firma dei Dallas Mavericks che hanno così un quintetto di tutto rispetto.

Derrick Favors: Dopo l'infortunio al ginocchio l'ala grande degli Utah Jazz ha debuttato proprio quest'oggi facendolo in grande stile. Ben quindici punti, nove rimbalzi, due rubate e due stoppate in soli venti minuti di gioco. Quando riavrà il ritmo partita sarà un incubo di molte ali della NBA. 

FLOP

Orlando Magic: In quello che si può considerare uno scontro diretto la franchigia della Florida esce con le ossa rotte. In particolare è stato pessimo il secondo quarto in cui i Pistons hanno liberato le proprie bocche di fuoco in totale libertà e gli ospiti hanno sofferto pesantemente in attacco dimostrato dai soli nove punti realizzati. Quanto tempo ci vorrà per Voegl per risollevare le sorti dei Magic?

Miami Heat: Ventiquattro minuti da incubo. Dopo un ottimo primo tempo, terminato sul 57-46, i padroni di casa si sono sbriciolati sui colpi degli Charlotte Hornets che hanno rimontato con un parziale di 34-51. Preoccupante l'atteggiamento mentale della squadra di coach Eric Spoelstra il quale dovrà riprendere in mano la situazione il prima possibile.

 

Giampaolo Toselli