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NBA Night in Review: Warriors e Thunder a vele spiegate, Spurs perfetti on the road

Nessuna sorpresa nella notte, rivincite immediate per Memphis e Charlotte

Domenica 27 Novembre 2016 | Alessandro Negri | NBA

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Kevin Durant: nel più che abbordabile impegno casalingo contro i Timberwolves, i Warriors ottengono un'agevole vittoria. Se il primo quarto lascia presagire che la contesa possa essere almeno equilibrata (33-30 ospiti), il resto della partita è un lento ma inesorabile crescendo dei vice campioni in carica. Scegliamo di premiare KD non tanto per le voci principali del tabellino (28 + 10 rimbalzi), quanto per l'aver disputato una partita totale che tiene a galla Golden State soprattutto nel primo tempo (aggiungete 5 assist e 6 stoppate per lui). E ora sono 11 in fila...

 

Russell Westbrook: Durant chiama, Russell risponde. Serata in ufficio per il prodotto di UCLA (sì, per lui): 17 punti, 13 rimbalzi e 15 assist gli valgono la settima tripla doppia stagionale. Senza il bisogno di forzare più di tanto per portare a casa il risultato, Russ è comunque di gran lunga il migliore dei suoi nella comoda vittoria di OKC su Detroit.

 

Marc Gasol: nel back-to-back notturno che vedeva impegnate 10 squadre, Memphis e Miami si ritrovano all'American Airlines Arena a 24 ore di distanza, e i Grizzlies si prendono la rivincita, guidati dal minore dei fratelli Gasol: season high da 28 punti (19 nel solo primo tempo) e 6 assist per lo spagnolo, ben coadiuvato da Conley (sue le due triple che sigillano il risultato nel finale).

 

FLOP

Ricky Rubio: non è tanto la volontà di sottolineare una povera performance in questa partita, quanto il dispiacere di constatare che l'ex fenomeno di Badalona e Barcellona non riece proprio a ingranare e tornare quello di una volta, sicuramente frenato dagli innumerevoli infortuni di questi anni. A Oakland, se i Timberlwolves non sfigurano non lo si deve di certo a Rubio (un paio di canestri, 7 assist e una presenza impalpabile). 

 

Joakim Noah: stesso discorso, con i dovuti distinguo, si può fare per Noah. Anche l'ex centro dei Bulls ultimamente è stato frenato da qualche acciacco di troppo (vedi l'occasione in cui i Knicks chiamarono il terzo dei Plumlee, "Pronto, Joakim non c'è, vieni a marcare Dwight Howard"), ma rispetto a inizio stagione il contributo serale di Noah (ed anche il suo minutaggio) è diminuito: nella sconfitta sul campo di Charlotte, il tempo in campo è poco e il tabellino quasi "immacolato" (12 minuti, 3 rimbalzi e finita lì).

 

SORPRESE

Jeremy Lamb: Rimaniamo a Charlotte e parliamo molto volentieri di Jeremy Lamb. Rimasto agli Hornets dopo una strana scorsa stagione, in cui inizialmente sembrava una certezza del quintetto per poi cadere nel dimenticatoio, Lamb nella vittoria contro i Knicks parte titolare al posto di Batum e contribuisce fattivamente a portare a casa il risultato: 18 punti e 17 rimbalzi e rivincita dopo la sconfitta del Madison.

 

Johnatan Simmons: San Antonio resta imbattuta in trasferta grazie al sacco di Washington. Aldridge e Parker (ehi Tony, bentornato) sono tra i migliori per Popovich ma dalla panchina esce Johnatan Simmons che è una delle piacevoli sorprese della notte NBA: 15 con un solo errore al tiro e alcune giocate spettacolari tra terzo e quarto quarto per abbattere la resistenza di Wall & co.