Per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del sito, aggiorna il tuo browser.

Serie A 2016-17, il Segnalibro #9

Milano non conosce sconfitta, Brescia fa il colpaccio, #VanoliFamily commovente. Capo d'Orlando e le Final Eight di Coppa Italia, sogno concreto. Sabato sera Varese-Cantù, derby amaro

Martedì 29 Novembre 2016 | Alessandro Palermo | Rubriche & Opinioni


La nona giornata di campionato ha riservato alle attrici della Serie A il solito copione: l'Olimpia non conosce sconfitta, Capo d'Orlando continua a stupire, Varese e Cantù invece continuano a deludere. Il solito film già visto, se non fosse per la Leonessa Brescia che - nel posticipo della domenica in quel di Montichiari - ha sconfitto a sorpresa la corazzata Reggio Emilia (93-88). Poco male, però, per la Grissin Bon che, nonostante il ko esterno, resta ancora al secondo posto della classifica. Seconda sì ma agganciata da Avellino, vittoriosa in casa contro Brindisi. Nel match del PalaGeorge l'emozione più grande l'ha data probabilmente Pietro Aradori, di ritorno nella "sua" Brescia, dove è stato accolto da eroe. Sentimenti a parte, Aradori e compagni si sono dovuti arredere ad un super Marcus Landry, autore di 28 punti (6/8 da due, 3/4 da tre, 7/7 ai liberi) e 32 di valutazione. Decisivi per la Leonessa anche Christian Burns (22 punti in 25') e Luca Vitali (14 assist), protagonisi insieme a Landry della terza vittoria consecutiva della truppa di coah Andrea Diana. Per gli ospiti 25 punti (8/12 da oltre l'arco) per Amedeo Della Valle e 23 proprio di Aradori, con 6 falli subiti (9/9 ai liberi), 3 recuperi e 28 di valutazione. Avellino, dunque, che come detto risponde battendo l'Enel al "PalaDelMauro". Irpini trascinati da un Joe Ragland da 22 punti, 6 assist e 5 rimbalzi. Dall'altra parte, invece, 19 punti di Robert Carter e 15 di Durand Scott. Come detto in precedenza, vince e resta imbattuta l'Olimpia Milano di coach Jasmin Repesa: travolta Pistoia 104 a 70 al Forum di Assago. Padroni di casa precisi da tre punti (8/16) e più forti a rimbalzo (+14), alla The Flexx non bastano i 12 punti di Ronald Moore ed gli undici punti di Eric Lombardi. Terran Petteway, il quale aveva chiuso con 43 punti il weekend precedente, termina con soli 13 punti a referto. Per il blasone di Giorgio Armani 15 punti di un Simone Fontecchio finalmente protagonista (25' in campo) e 14 con 11 rimbalzi di Miroslav Raduljica (29 di valutazione). Se l'EA7 non conosce sconfitta, i toscani invece la conoscono bene: 5 ko su 5 partite in trasferta. C'è anche, però, chi come Cremona vince la sua prima partita lontano da casa. La Vanoli, altra sorpresa del weekend, batte 83 a 82 la Dinamo Sassari, dopo sette sconfitte consecutive. Vittoria in volata, all'ultimo secondo, conquistata da coach Cesare Pancotto grazie ai 31 punti di Tu Holloway. Quest'ultimo decide il match con un assolo vincente, che consegna di fatto i due punti alla Vanoli. Ai sardi, in crisi, non bastano le ottime prestazioni di Dusko Savanovic (17 punti), Darius Johnson-Odom (19) e di Trevor Lacey (17+5 rimbazli +4 assist). Cremona che, vincendo, raggiunge in classifica Pesaro e Cantù, battute rispettivamente da Trento e Torino. Ultimo posto, dunque, occupato da tre società, con il bilancio di 7 sconfitte e 2 sole vittorie. La Vuelle cade all'Adriatic Arena 73 a 78, sconfitta in casa dalla Dolomiti Energia Trento di Aaron Craft. Il play americano chiude con 14 punti, 7 rimbalzi, 5 assist, 4 recuperate e 24 di valutazione. Ai marchigiani servono a ben poco i 18 punti di Jarrod Jones ed i 13 (con 7 rimbalzi e 4 assist) di Ryan Harrow. I bianconeri tornano al successo dopo 4 ko consecutivi. Situazione opposta per la Red October di coach Rimas Kurtinaitis, sprofondata nell'ennesima sconfitta della stagione. A Desio finisce 89 a 77 per la FIAT Torino della coppia Wright-White (22 punti a testa). Fischi sopra fischi per Cantù, da parte del pubblico brianzolo che al 27' vede la propria squadra sotto addirittura di ventisei. I fischi fanno bene, però, a Tremmell Darden e compagni che tentano la rimonta disperata. A due minuti dalla fine, infatti, grazie a tre bombe consecutive di Craig Callahan è -7 (67-74) ma l'acuto del capitano non basta ai canturini. Inutile il ventello di Dominic Waters ed i 18 punti di Darden con 4 triple a bersaglio su sei tentate. Da una nobile della pallacanestro italiana, ormai decaduta, all'altra: la Openjobmetis Varese, sconfitta dall'Orlandina 76 a 71. In Sicilia i locali colgono la loro quarta affermazione consecutiva, trascinati da un Dominique Archie da 16 punti e 10 rimbalzi. 22 punti per la coppia Tepic-Iannuzzi, 13 di Drake Diener e 7 assist per l'idolo Bruno Fitiplado. Per i lombardi 19 punti di Christian Eyenga, 7/9 da due ma 0/4 da tre. Male capitan Daniele Cavaliero (-5 di valutazione e 3 soli punti in quasi mezz'ora di impiego).

Squadra: ORLANDINA
Abbiamo chiuso volontariamente parlando di Capo d'Orlando-Varese per soffermarci sulla squadra di coach Gennaro Di Carlo, al quarto acuto casalingo su cinque incontri. Dopo nove giornate di campionato, vedere l'Orlandina al sesto posto in graduatoria fa un certo effetto. In pochi si sarebbero aspettati le cinque vittorie e le (sole) quattro sconfitte. Final Eight di Coppa Italia sempre più vicine per i paladini, traguardo impensabile ad inizio stagione. Complimenti, meritati.

MVP: TU HOLLOWAY (CREMONA)
31 punti contro la Dinamo, a Sassari, 10 falli subiti (9/9 dalla lunetta) e 4 assist. 8/9 da due e 42 di valutazione. Ma non ci sono solo numeri per Holloway, anche qualcosa di più: l'esterno della Vanoli sigla il canestro della vittoria, che permette a Cremona di vincere dopo 7 sconfitte consecutive. Un canestro, una vittoria, che gli vale il premio di MVP della settimana e l'abbraccio (a partita finita) del GM Andrea Conti. Commovente #VanoliFamily

La partita: VENEZIA-CASERTA
Una gara che ha bisogno dei supplementari per decretare la vincitrice è sempre di per sé spettacolare, lo è ancor di più se - come in questo caso - ce ne vogliono addirittura due. Al Taliercio, la Reyer batte 98 a 92 la Juve dopo due overtime. Spettacolo a non finire. I lagunari, con la vittoria sui bianconeri, raggiungono proprio la Juve al quarto posto in classifica. Decisivo Bramos, è dell'ex Panathinaikos infatti la tripla del pareggio (84-84) che manda il match al secondo supplementare, dove Venezia strappa l'importante successo. 19 punti per il trio Peric-Bramos-Filloy, dall'altra parte 38 di Edgar Sosa (9/18 da due, 4/9 da tre, 6 assist, 5 rimbalzi ma ben 8 palle perse). L'MVP del Taliercio è il "Gaucho" Ariel Filloy, superlativo nei momenti chiave del match con 4 triple segnate su otto tentate, 6 assist e 22 di valutazione in 30' sul parquet.

Il caso: CANTU' CON 6/7 GIOCATORI
Questa volta non ci soffermeremo sulla situazione della squadra brianzola - già ampiamente analizzata nelle precedenti "puntate" - ma sui pochi giocatori a disposizione di coach Kurtinaitis, messo sul patibolo dopo la sconfitta con Torino. All'ennesimo ko, sono tanti i tifosi a volere la testa dell'allenatore ma la dirigenza (Irina Gerasimenko) ha espresso la massima vicinanza al coach lituano, proprio nelle scorse ore. Quel che contestiamo alla società, oltre chiaramente ad una buona dose di sfortuna, è l'aver assemblato la squadra alla rinfusa. Cosa che ha portato a questa situazione. Quale? I pochi giocatori presenti nel roster. Dopo aver rescisso il contratto di Romeo Travis, la Red october non ha ancora firmato il sostituto del nativo di Akron (volato a Strasburgo). Nel corso del tempo sono stati aggiunti Waters e Acker, vero, ma la conta dei giocatori oggi dice che Kurtinaitis non ha di certo l'imbarazzo della scelta. Con Gani Lawal diretto verso Sassari e con Salvatore Parrillo ai margini, i giocatori arruolabili sono soltanto 7. Addirittura 6 se non dovessimo contare Kariniauskas (appena 10' in campo contro Torino) che è probabilmente tutto tranne che un lituano di talento. La sensazione è che il connazionale di quest'ultimo, presente sulla panchina, sia costretto a farlo giocare anche perché altrimenti davvero si ritroverebbe con un solo panchinaro a disposizione. Male male.

La prossima partita: VARESE-CANTU'
Classifica (orribile) a parte, il derby è sempre il derby. Dopo la stracittadina di Bologna, Varese-Cantù è nettamente il derby d'Italia più avvincente e soprattutto con più storia alle spalle. Sabato sera al PalA2A di Masnago ci saranno 13 scudetti in campo (10 Varese, 3 Cantù) e 22 trofei iternazionali in bacheca (10 Varese, 12 Cantù). Anche se a sentire il grande Tony Cappellari: "Chi perde il derby retrocederà", in Lombardia toccano ferro.
 
Rubrica a cura di Alessandro Palermo,
RIPRODUZIONE RISERVATA*