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Nba Night in Review: è una notte di upset!

Solo risultati a sorpresa, Pelicans corsari ad Atlanta, Gallo e Murray fanno piangere i Bulls

Mercoledì 23 Novembre 2016 | Alessandro Negri | NBA

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Jimmy Butler: Dwyane Wade l'aveva detto al momento del suo arrivo ai Bulls: "questa è la squadra di Butler". I fatti sembrano notte dopo notte confermare la dichiarazione. Nella sconfitta che Chicago patisce sul campo dei Nuggets, ancora una volta l'ala classe '89 è il migliore dei suoi, con 35 punti e 8 rimbalzi. Il 31-17 iniziale è effimero, Chicago la riprende per i capelli con la bomba del pareggio a quota 107 quando manca meno di un mnuto (Butler a metterla, naturlamente), ma la sirena finale decreta la vittoria delle "pepite" 110-107. 

 

Kristaps Porzingis: il sophemore lettone, tanto bistrattato quando venne scelto al Draft 2015, è ormai una certezza per i Knicks. Completamente a suo agio su qualsiasi campo NBA e nel quintetto di coach Jeff Hornacek, Porzingis anche in questa occasione è decisivo per il successo dei suoi su Portland: 31 + 9 rimbalzi e un paio di canestri cruciali nel quarto quarto per non far scappare gli avversari, che poi vengono definitivamente affondati da Rose quando alla fine manca una manciata di secondi.

 

Russell Westbrook: in questo primo scorcio di stagione i tiri negli istanti finali valevoli pareggio o vittoria Russell non li conta neanche più. Anche stanotte, con la partita in bilico, la possibile tripla della vittoria a 2 secondi dalla fine deve prenderla lui: ferro, fuori, sirena, vittoria Lakers (che pochi istanti prima avevano segnato a loro volta una rocambolesca bomba con Nick Young). Ma se OKC arriva a giocarsi la vittoria lo deve ancora una volta a Westbrook: 34, 8 rimbalzi e 13 assist e una serie di giocate spettacolari per rientrare dal -14.

 

FLOP

Il quintetto di Atlanta: l'impegno casalingo contro i non irresistibili Pelicans non ha l'aria di essere un'impresa d'altri tempi. Invece gli Hawks scendono in campo bloccati e anche un po' svagati, e a questo livello un approccio del genere costa caro. Sconfitta 94-112, ma già nel secondo quarto i punti da recuperare erano addirittura 30. Resettare, ripigliarsi e ripartire.

 

Julius Randle: serata in disparte per il lungo mancino gialloviola. Nella vittoria sul filo di lana dei Lakers sui Thunder, Randle è quasi invisibile e chiude con un tripla a segno, un pugno di rimbalzi e qualche assist ai compagni. Lo perdoniamo, soprattutto dopo serate in cui è stato tra i migliori: è ancora alla ricerca della sua "comfort zone".

 

SORPRESE

Jamal Murray: che questo ragazzo canadese-giamaicano del '97 fosse un'ottima presa al Draft dello scorso giugno si sapeva. Nella notte in cui i suoi Nuggets riescono ad avere la meglio di misura sui Bulls, Jamal esce dalla panchina e sfodera la miglior prestazione della sua (ancora verdissima) carriera. Nel 22-0 nel cuore del secondo quarto con cui Denver si riprende dopo una brutta prima frazione, Murray contribuisce con 17 punti. Alla sirena il suo tabellino recita 24, con 6 rimbalzi ed ottime percentuali al tiro. Uomo in più per coach Malone.

Tim Frazier: super partita per il piccolo play ex Portland. Con Davis frenato da una botta alla gamba nel primo quarto causa tuffo per recuperare un pallone, Frazier prende per mano i suoi e li conduce a un agevole successo lontano da casa: 21 punti e 14 assist, in attesa del recupero completo di Holiday le redini della cabina di regia sono sempre più salde nelle sue mani.