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NBA Night in Review: le Big steccano ma c'è una franchigia che festeggia

I Top, le sorprese ed i Flop della nottata

Giovedì 12 Gennaio 2017 | Antonio Lambiase | NBA

TOP:

T.J. McConnell: nonostante i suoi miseri punti, è lui a decidere le sorti della sua franchigia nella notte. Fino al buzzer beater, aveva collezionato solamente 6 punti ma un Air Ball di Porzingis spiana la strada a Philly e grazie ad un passaggio illuminante di Ersan Ilyasova, il prodotto di Arizona piazza i due punti della undicesima vittoria. I padroni di casa devono anche assistere ad un piccolo infortunio del loro trascinatore Joel Embiid (aspettando Ben Simmons). Gli ospiti invece, non sono in grado di chiudere la partita nonostante “l'esplosione” del duo Anthony-Rose.

 

Russell Westbrook: i numeri parlano per lui: diciottesima tripla-doppia in stagione. Il #0 sta riscrivendo la storia e anche questa notte aggiunge un piccolo tassello alla sua carriera. Nella vittoria contro i Memphis Grizzlies 103-95, è il mattatore con 24 punti, 13 rimbalzi e 12 assist. Ora i bookmaker sono impazziti perché si scommette sul proseguo di questa media per tutta la regular season e oltre. Per ritrovare l'ultimo e unico in grado di fare tutto ciò dobbiamo tornare indietro e in particolar modo nella stagione 1961-62 quando Oscar Robertson finì la stagione con 41 triple-doppie.

 

 

FLOP:

Cleveland Cavaliers: i campioni non sanno più vincere? Se fosse stata una franchigia cosiddetta “normale” sarebbe stato tutto nella norma ma qui si parla dei campioni in carica che steccano due partite di fila. Magari è solo una flessione momentanea. Questa notte James&Co. Hanno tirato davvero male. Alle fine dei 48 minuti regolamentari la percentuale al tiro recitava un misero 34,1% e ancora peggio dall'arco dei 3 punti: 30%. Adesso coach Tyronn Lue dovrà lavorare duro in vista della trasferta a Sacramento.

 

Houston Rockets: non vanno oltre le otto vittorie consecutive. Gli Houston Rockets di Mike D'Antoni sono stati fermati da Andrew Wiggins e i suoi “lupi”. Reduci dalla vittoria arrivata all'overtime, non basta neanche Harden formato 33 punti e 12 assist a bloccare l'euforia dei ragazzi terribili di Minneapolis. Da segnalare l'assenza di Zach LaVine per una piccola contusione.

 

 

SORPRESA:

Ricky Rubio: nella notte magica di Minnesota a brillare è soprattutto l'ispanico #9 è autore di 17 assist e infrange il record personale nei Timberwolves. Gli assist sono stati coadiuvati anche da ben 10 punti personali. L'ex Barcellona fa fatica a trovare spazio ma quando il coach lo chiama per entrare sul parquet, beh si fa trovare sempre pronto e questa è una dimostrazione di ciò che può fare.