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Serie A 2016-17, il Segnalibro #4

Simon è il killer di Brescia nel derby, Cantù annienta Sassari. Varese-Brindisi, che finale! Cremona per poco non rimonta Torino

Martedì 25 Ottobre 2016 | Alessandro Palermo | Rubriche & Opinioni


Quarta giornata del campionato di Serie A
senza sorprese, l'unica è la vittoria così schiacciante di Cantù sulla Dinamo Sassari, match molto meno equilibrato di quanto ci si aspettasse. Al PalaDesio i brianzoli si sono imposti 90 a 69, trascinati da Fran Pilepic (20 punti) e Tremmel Darden (17). Per coach Kurtinaitis decisivo anche l'apporto di Romeo Travis, galvanizzato dal posto in quintetto e che ha saputo riscattare le scorse uscite, al quanto deludenti. 14 punti e 8 rimbalzi per l'ex lungo di Le Mans, grande amico di LeBron James. Per gli ospiti, invece, 17 punti (+8 rimbalzi) di uno scatenato Gabriel Olaseni. Pesano, però, le sue 4 palle perse. Quanto al veterano Dusko Savanovic, croce e delizia per la Dinamo, 13 punti (6/12 dal campo) in 20' ma anche 5 falli. La sua espulsione ha spianato la strada ai padroni di casa, dopo un primo tempo equilibratissimo finito 51-49, molto meno il secondo (39-20). Ma facciamo un passo indietro, all'anticipo di mezzogiorno della domenica, dove in uno stracolmo PalaGeorge è andato in scena il derby lombardo tra Leonessa Brescia e Olimpia Milano. L'impianto di Montichiari, gremito fino all'ultimo seggiolino, ha visto però salire sul palcoscenico un'EA7 troppo forte, guidata da uno strabiliante Kruno Simon. 24 punti (6/12 da tre), 6 rimbalzi e 25 di valutazione per l'ex Kuban. 12 punti, invece, per Rakim Sanders, autore del break nel secondo quarto che ha permesso alle "Scarpette Rosse" di prendere il largo. Per la neo-promossa 26 punti, 6 assist e 6 falli subiti per un indemoniato Lee Moore, il quale chiuderà con la valutazione più alta dell'intera giornata. E' proprio il rookie a guidare i suoi alla rimonta (-5 al 28') ma Landry è impreciso al tiro (5/15) nonostante i suoi 18 punti. Dai campioni d'Italia in carica ai vice-campioni della Grissin Bon Reggio Emilia. Vince e convince la squadra di coach Max Menetti, battuta la Reyer di Tyrus McGree (20 punti in 23') con il punteggio di 85 a 79. Protagonisti del successo Riccardo Cervi (19 punti) e Pietro Aradori. Per quast'ultimo 18 punti con 4 bombe a bersaglio su 5 tentate. Ai lagunari non basta, come detto, un super McGee e la "solita" prova di qualità di Stefano Tonut (15). Capo d'Orlando, dopo la convincente vittoria ne turno precedente con Torino, perde 85 a 76 a Trento. La Dolomiti Energia punge i siciliani con i 28 punti della coppia Flaccadori-Jefferson, 14 per ciascuno. 3/3 da oltre l'arco per il primo, una stoppata e 5 carambole per il secondo. 19 punti e 6 rimbalzi per Mario Delas, unica nota positiva dell'Orlandina, il quale pare ormai in procinto di estendere il proprio contratto e, dunque, di restare nella provincia di Messina fino al termine della stagione. Gara a punteggio bassissimo tra Pesaro e Avellino, terminata 60 a 55 per gli irpini. Per i padroni di casa non bastano i 17 punti e 6 rimbalzi di Jarrod Jones. Decisivo per la Scandone - tanto per cambiare - Joe Ragland, autore di una prestazione superlativa: 21 punti, 6 recuperate, 5 assist e 3 rimbalzi, per 27 di valutazione. Pesanti anche i 14 punti dell'altro ex Cantù, Marteen Leunen, 4 triple realizzate per lui su 7 tentate.  Partita ben più emozionante a Torino, dove la FIAT batte la Vanoli Cremona dopo 45' di sofferenza. Una vittoria che sembrava già nelle mani di coach Frank Vitucci all'intervallo (+18), per poi vedersi annullare tutto il vantaggio nel secondo tempo. La tripla di Fabio Mian, capitano dei lombardi, impatta la gara sul 74 pari. All'overtime, però, DJ White e Chris Wright la vincono da soli. Per Cremona 19 di Paul Biligha, protagonista indiscusso della rimonta nei 40' regolamentari. Per il centro ospite, da aggiungere, 7 rimbalzi ma anche 5 stoppate subite. Tra i piemontesi 16 punti di Peppe Poeta, il quale supera quota 2.500 punti segnati in Serie A, e 19 con 11 rimbalzi per White. Nel classico posticipo serale del lunedì, la Pasta Reggia Caserta di coach Sandro Dell'Agnello batte 74 a 65 la The Flexx Pistoia dell'idolo Vincenzo Esposito. Al grande ex di giornata, a nulla sono serviti i 17 punti (+7 rimbalzi) di Nathan Boothe, così come i 12 in soli 15' di Michele Antonutti. Per i campani 30 della coppia Sosa-Cinciarini (15 a testa) e 14 con 8 rimbalzi di Mitchell Watt.

La squadra: RED OCTOBER CANTU'
Dal baratro al trionfo. Dall'inferno al purgatorio. Per il paradiso bisogna aspettare, manca ancora troppo alla fine del campionato. La sensazione, però, è che la Red October abbia dato un bello scossone alla propria stagione. Dopo i due (pesanti) ko iniziali, in molti - vuoi per provocazione o per altro - parlavano addirittura di rischio retrocessione per Gerasimenko e compagnia bella. Ci sembrava esagerato allora, dopo una pessima partenza, figuriamoci oggi. Le due vittorie con Pesaro e soprattutto Sassari ci dicono che la squadra di coach Kurtinaitis è in gamba. Una rondine non fa primavera, certo, ma uscire con 2 vittorie di fila da una situazione del genere non era facile, e Cantù ci è riuscita alla grandissima. L'infortunio pesantissimo di Zabian Dowdell, da definire tale perchè rappresentava il fulcro del gioco dell'allenatore, poteva spaventare chiunque ma non Gerasimenko e giocatori. Dominic Waters, suo sostituto, ha fatto dimenticare in fretta l'ex Rytas. A Cantù i battiti del cuore sono tornati regolari, i tifosi si sentono decisamente meglio.
 
L'MVP della giornata: JOE RAGLAND
La Lega lo ha assegnato a DJ White che in 39' giocati ha segnato 19 degli 85 punti di Torino. Il sottoscritto preferisce darlo a Ragland, capace di segnare (21) un terzo dei punti di Avellino (60). Anzi, molto più di un terzo se a quei punti aggiungiamo i suoi 5 assist vincenti e le ben 6 palle recuperate. Prestazione incredibile, 28 di valutazione.

La partita: VARESE-BRINDISI
Meglio non poteva essere inaugurato il PalA2A. No, la Openjobmetis non ha cambiato casa, semplicemente l'impianto di Masnago ha assunto una nuova denominazione. Ma la prima col nuovo nome, davvero, non poteva ospitare spettacolo migliore. Il ritorno di Meo Sacchetti nella "sua" Varese - dove è amatissimo - così come anche il ritorno da avversario di Phil Goss, sono stati due buoni motivi per i 4.000 di Masnago per assistere con piacere alla partita. Goss, a Varese, nonostante una sola stagione e mezza, ha lasciato splendidi ricordi e per lui, quella di domenica scorsa, si trattava della prima gara da giocatore dell'Enel. Tralasciamo tutto ciò (ma l'introduzione era doverosa) e veniamo alla partita. Brindisi per quasi tutti i 40' regolamentari ha domato Varese, sia in attacco che in difesa. M'Baye e Scott danno l'idea di essere immarcabili. Varese, guidata da Eyenga e Avramovic, tenta la rimonta nel quarto periodo ma Brindisi non si fa prendere manco a morire. La partita sembra già indirizzata, i due punti sono già nelle tasche dei pugliesi. Ma, ad un certo punto, quando qualche tifoso di casa aveva addirittura lasciato anticipatamente il palazzo, succede l'incredibile: l'Enel è avanti di 3 (73-76) a meno di dieci secondi dalla fine, Maynor prova l'impossibile ma si impappina ed i secondi si esauriscono. Ma proprio quando non c'è più tempo, il pallone finisce nelle mani di Kangur che - da distanza siderale - realizza l'impossibile. Tripla, da nove metri, per di più con una mano sola. Emozioni a non finire, pubblico impazzito ed istant replay che convalida l'incredibile gesto dell'estone. Al supplementare l'Enel è spenta, Varese invece vede la luce. La luce della vittoria. Moretti batte Sacchetti 91 a 81, la Openjobmetis ringrazia - ancora una volta - Kristjan Kangur.

Il caso: MEO SACCHETTI
Il caso della settimana arriva proprio dalla partita tra Pallacanestro Varese e New Basket Brindisi. Coach Meo Sacchetti finisce sotto accusa: parte della stampa locale ed una grossa fetta di tifosi lo critica aspramente per la sua scelta di non fare fallo su Kangur, nel momento del tiro che ha portato la gara al supplementare. Lui si difenderà dicendo che trovava più giusto non fare fallo, piuttosto che mandare Kangur in lunetta con 3 liberi ha preferito rischiare. Il ragionamento ci può stare, Kangur se tentatasse altre 10 volte quel tiro probabilmente non lo metterebbe neanche una volta. Forse, però, si poteva fare fallo subito su Maynor. Il paly ex Thunder, in quel momento, stava litigando con i liberi e mandarlo in lunetta con 2 soli tiri (sul +3) non sarebbe stata una cattiva idea.
 
Da non perdere: TRENTO-REGGIO EMILIA
Due squadre in salute e che mostrano, da anni ormai, una splendida pallacanestro. Buscaglia contro Menetti, un duello genuino che vede di fronte due grandissimi allenatori. Italiani. Che lo spettacolo abbia inizio, non vediamo l'ora del prossimo weekend.
 
Rubrica a cura di Alessandro Palermo