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NBA Night in Review: Lillard punisce i Nuggets, azzurri d'America sottotono

I Top, le sorprese ed i flop della nottata

Domenica 30 Ottobre 2016 | Mauro Mazza | NBA

TOP

Damian Lillard: la prestazione più significativa della nottata arriva dal Pepsi Center di Denver dove i Nuggets vedono rovinata la festa per il ritiro della maglia numero 55 di Dikembe Mutombo dalla glaciale ferocia della stella dei Portland Trail Blazers. Gli ospiti, dopo un clamoroso blackout nel terzo periodo che vanifica un primo tempo dominato, si impongono all'overtime grazie al game winner di Lillard, autentica spina nel fianco della non irreprensibile difesa Nuggets; per lui alla fine ci saranno 37 punti con 15/27 dal campo ed una dimostrazione di totale onnipotenza offensiva.

Avery Bradley: la vittoria di Boston sul non facile campo di Charlotte porta la firma di Avery Bradley autore di una prestazione balistica al limite della perfezione. Il giocatore dei Celtics chiude il match con 31 punti ma soprattutto manda a bersaglio 8 delle 11 conclusioni pesanti tentate contribuendo in modo evidente al 48% da 3 della sua formazione. Prima sconfitta stagionale invece per gli Hornets guidati dai 29 punti del solito Kemba Walker.

DeMarcus Cousins: i Sacramento Kings bagnano l'esordio nella nuova arena con un sofferto successo contro i Minnesota Timberwolves di un eccellente Andrew Wiggins (29 punti). Trascinatore dei californiani è DeMarcus Cousins autore di 29 punti con soli 16 tiri tentati dal campo. Unico e non irrilevante problema i soliti problemi di falli e l'esuberanza incontrollata ed incontrollabile.

 

FLOP

Philadelphia '76ers: dopo l'incoraggiante quanto sfortunato esordio contro i Thunder i Sixers erano chiamati ad una riconferma soprattutto sul piano del gioco, esame clamorosamente fallito nel mattinee contro gli Hawks chiuso con una pesantissima sconfitta (72-104) e cosa ben più grave con una prestazione che fa ripensare ai Sixers delle ultime stagioni. 35% dal campo, 20 palle perse e soli 3 uomini in doppia cifra (Embiid 14).

New Orleans Pelicans: nella serata in cui Anthony Davis si limita a "soli" 18 punti i Pelicans sprofondano contro una San Antonio in modalità "risparmio energetico" con una prestazione da 79 punti, 37% dal campo e 19% da 3. Salvate il soldato Davis, o meglio dategli una squadra.  

Azzurri d'America: prime sconfitte stagionali per gli azzurri d'America ed anche prestazioni individuali sotto le aspettative sia per Danilo Gallinari che per Marco Belinelli. Gallo macchia la sua già non eccelsa prestazione (17 punti ma 4/16 dal campo) con un possesso mal gestito sul punteggio di 113-113 nel supplementare che costerà carissimo ai suoi Nuggets, da un giocatore del suo talento e della sua classe ci si aspetta un impatto decisamente più importante in una squadra giovane come i Nuggets. Beli vieni impiegato per 23 minuti ma incide pochissimo nella sconfitta casalinga degli Hornets contro i Celtics. Per l'ex Fortitudo 6 punti con 1/6 dal campo.

 

SORPRESE

Doug McDermott: i Chicago Bulls battono senza troppi patemi gli Indiana Pacers ed il grande protagonista di serata allo United Center è Doug McDermott. Il prodotto di Creighton è il top scorer del match con 23 punti uscendo dalla panchina con soli 14 tiri tentati dal campo. Prova chirurgica e di grande efficacia che consente allo staff tecnico dei Bulls di limitare il minutaggio di Dwyane Wade, un bel lusso soprattutto in avvio di una stagione lunghissima.

John Henson: l'improbabile eroe della vittoria dei Bucks sui Nets porta il nome di John Henson autore di un difficilissimo tap-in sulla sirena che regala a Milwaukee il primo successo stagionale. Una boccata di ossigeno per gli uomini guidati da coach Kidd, ancora lontani dal mostrare sul parquet l'ottimo potenziale del proprio roster.