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NBA Night in Review: ecco la notte della lettera D

Demar, Devin e Damian. Sono loro i protagonisti di questa grande nottata di NBA

Sabato 5 Novembre 2016 | Giampaolo Toselli | NBA

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Demar DeRozan: Nel remake della semifinale di Conference della scorsa stagione la guardia dei Raptors conferma il suo ottimo avvio di campionato. Infatti è il primo giocatore, dopo Michael Jordan (1986-87), in grado di iniziare la regular season con cinque partite consecutive sopra i trenta punti. Inoltre, grazie a questo traguardo, acquista anche riconoscenza dopo esser stato oscurato dalle prestazioni di Davis, Harden, Westbrook e Lillard. Nella partita odierna, dopo l'ottimo primo tempo di Ross, emerge nella ripresa in cui segna ventidue dei trentaquattro punti e ne decide l'esito nel corso degli ultimi due minuti grazie a due jumper dalla media. Da evidenziare inoltre un altro dato ovvero che nel corso di queste cinque partite la guardia numero dieci ha segnato solamente un tiro dall'arco dei sette e venticinque.

Devin Booker: Sembrava fatta per New Orleans. Dopo cinque partite erano vicinissimi alla prima vittoria grazie al tiro di Stephenson. E invece no. Ciò grazie ad un monumentale Devin Booker che prima realizza il canestro che porta il match al supplementare e poi guida i suoi Suns all'overtime. Questa volta ne ha segnati trentotto, suo nuovo career high, grazie alla sua abilità di crearsi i tiri. Ah già dimenticavo: ha venti anni.

Damian Lillard: Forse è il giocatore più in forma del momento. Ne piazza altri quarantadue con una semplicità disarmante contro i malcapitati Dallas Mavericks. Irrisoria la sua percentuale al tiro, incredibile il suo atteggiamento, clamorosa la sua leadership. In una giornata in cui, tranne Mason Plumlee, il supporting cast non brilla Lillard trascina i suoi ad un'importante vittoria in trasferta dopo due sconfitte consecutive.

SORPRESE

Terrence Ross: L'incostanza è una delle caratteristiche principali della guardia dei Toronto Raptors ma quando la serata gira arrivano i problemi per gli avversari. Lo sanno bene i Miami Heat i quali sono stati le vittime della performance della riserva di Demar DeRozan. Infatti ha realizzato venti punti, in altrettanti minuti, che hanno permesso alle riserve dei padroni di casa di contrastare l'ottimo avvio degli ospiti. In particolare è stato tra primo e secondo quarto il momento in cui Ross ha inciso di più visto che ne ha realizzati sedici in quel lasso di tempo, utili nel parziale di 23-10 che ha rivitalizzato Toronto dal 15-25 del decimo minuto al 38-35 del sedicesimo. Esplosivo.

Kristaps Porzingis: In uno dei match più significativi della notte ci si aspettavano protagonisti come Carmelo Anthony, Derrick Rose, Joakim Noah o Jimmy Butler. Invece spicca il ventunenne lettone che ne segna ben ventisette nella sfida dello United Center. Sfrutta gli accoppiamenti favorevoli, si mette nel posto giusto e sfrutta la sua mano calda contribuendo così all'importante successo dei Knicks. Inoltre vi è da considerare la sua capacità di reagire dopo che a Houston è stato in grado di realizzare solamente tre punti senza un canestro dal campo.

Julius Randle: Nell'impresa della notte è il prodotto di Kentucky il protagonista del match. Ciò perché è stato in grado di creare moltissimi problemi nel pitturato con la sua capacità di andare a rimbalzo e di trovare spazio in area. Infatti ha realizzato venti punti con quattordici rimbalzi, sei dei quali offensivi. Ha sfruttato i problemi dei Warriors a rimbalzo, in particolare quando David West agiva da centro, e così ha contribuito in modo determinante al successo dei Los Angeles Lakers.

FLOP

Klay Thompson: Continua il momento nero della guardia di Golden State. In questo primissimo scorcio di stagione il tiro non va e le percentuali lo dimostrano (22,2% nella sfida di stanotte contro i Lakers). Oltre i numeri preoccupa soprattutto la tipologia degli errori del classe 90' che ha sbagliato tiri semplici per le sue qualità balistiche. Emblematiche sono state due conclusioni da tre punti: in una ha tirato un airball ed in un'altra ha avuto una esitazione, azione che causa un errore e dimostra una mancanza di fiducia nel corso della partita. Sicuramente ritroverà la verve nel corso della regular-season ma ad ora è innegabile il fatto che stia soffrendo.