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NBA Night in Review: DeRozan inarrestabile, gli Spurs stoppano un fenomenale Harden, bene Clippers e Lakers

Il meglio, il peggio e le sorprese della notte NBA

Domenica 13 Novembre 2016 | Mauro Mazza | NBA

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DeMar DeRozan. Se si dovesse votare per il titolo di MVP in questo momento la guardia dei Toronto Raptors avrebbe più di un argomento per supportare la sua candidatura. DeRozan stende i Knicks con 33 punti, ottava prestazione su nove partite disputate con 30 o più punti e soprattutto una qualità e continuità di prestazione che oggi ha pochi eguali nell'intero panorama NBA.

Panchina Lakers. Successo convincente dei Los Angeles Lakers sul campo dei Pelicans e prestazione impressionante da parte della panchina gialloviola che mette a segno la bellezza di 73 punti devastando i pari ruolo di New Orleans. Sugli scudi Jordan Clarkson con 23 punti e Lou Williams con 21 punti. Unica nota negativa di serata l'ennesima prova senza incidere di Luol Deng.

Jimmy Butler. Dwyane Wade una volta giunto a Chicago ha chiaramente detto che questi Bulls sono nella mani di Jimmy Butler ed i fatti gli stanno dando ragione. La stella dei Bulls negli ultimi match si sta rivelando a dir poco decisivo ed anche contro i Wizards il suo apporto è determinante, per lui ci sono 37 punti, 8 rimbalzi e 9 assist in un contesto di un attacco che fa tremendamente fatica ad esprimersi.

Los Angeles Clippers. Il miglior avvio della storia della franchigia si arricchisce di un ulteriore convincente capitolo. I Clippers in back to back sbancano Minnesota con una prova corale che non può che far felice lo staff tecnico, coach Rivers assiste ad una prova da 52% al tiro e soprattutto vede un attacco talmente equilibrato da portare tutto il quintetto base con almeno 15 punti. Al momento i Clippers sono una macchina che funziona a meraviglia.

 

FLOP

Rajon Rondo. La vittoria sui Wizards ottenuta grazie ad un immenso Jimmy Butler non può nascondere la pessima prestazione di Rajon Rondo che sta facendo una incredibile fatica per calarsi nella realtà di Chicago. L'ex Boston Celtics chiude il match senza punti, con soli 5 assist in 25 minuti e soprattutto non riesce mai a dare ritmo ad un attacco che ad ogni uscita fatica a superare la soglia del 40% dal campo.

Ryan Anderson. Nonostante la tripla doppia di James Harden (25 punti, 13 rimbalzi e 11 assist) gli Houston Rockets si fanno sorprendere in casa dai San Antonio Spurs a causa delle prestazioni non certo brillanti del supporting cast. Su tutti emerge in maniera negativa Ryan Anderson che chiude il match con un inquietante 1/13 dal campo, se i compagni non sono pronti a sfruttare gli spazi creati dal "Barba" per i Rockets è difficile portare a casa la vittoria.

Danilo Gallinari. Non sono in discussione i numeri, i 18 punti con 5/10 dal campo non possono essere catalogati come statistiche negative anche se i Denver Nuggets perdono in casa contro i Detroit Pistons e continuano nel loro inizio di stagione ben al di sotto delle aspettative. La critica che si deve muovere al Gallo è la scarsa personalità con cui l'azzurro ha iniziato la stagione, da colui che dovrebbe essere il leader tecnico ed emotivo della squadra ci si aspetta sicuramente una maggior influenza nel gioco della squadra. E' ormai una costante che ci siano almeno tre o quattro compagni che ad ogni match si prendono più tiri e responsabilità anche nei momenti caldi dei match, se Mudiay e Harris devono essere i fari dell'attacco dei Nuggets si rischia l'ennesima stagione senza ambizioni nel freddo Colorado.

 

SORPRESE

Michael Beasley. Fiammata di talento per Michael Beasley che con i suoi 19 punti in 20 minuti uscendo dalla panchina da un importante contributo alla vittoria dei Milwaukee Bucks sui Memphis Grizzlies. La seconda scelta assoluta del draft 2008 ogni tanto ci regala dei flash di come sarebbe potuta essere la sua carriera se fosse stata supportata da una voglia adeguata al suo talento.