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Portland comoda comoda, i Nets stanno a guardare

Nel pomeriggio newyorkese i Blazers passano senza difficoltà a Brooklyn

Lunedì 21 Novembre 2016 | Alessandro Negri | NBA

Portland torna a sorridere, Brooklyn continua a zoppicare. E' questo il responso del matinée newyorkese andato in scena al Barclays Center nella serata italiana di ieri.

Se da una parte i Nets (4-9) si confermano una volta di più un "toccasana" per chi se li trova di fronte, in tal caso i Trail Blazers, dall'altra parte proprio i rossoneri dell'Oregon (8-7) sfruttano l'occasione per tornare sopra il 50% di vittorie dopo tre sconfitte di fila.

Ancora non disponibile Jeremy Lin per coach Atkinson, la cabina di regia dei padroni di casa è affidata a Whitehead; quintetto classico invece per Stotts con l'eccezione di Ed Davis a rimpiazzare Aminu.

Il primo quarto è caratterizzato da difese "allegre" e chi si aspetta che con l'andar della gara i bulloni delle retroguardie si stringeranno si sbaglia di grosso. Pregevole l'intesa dei due lunghi ospiti con Mason Plumlee (ex della partita nonchè......miglior assistman di Portland in questo primo scorcio di stagione) attivissimo sia dal post medio per "cucire" le trame offensive dei compagni, sia come disinvolto portatore di palla (!) in alcuni casi. Nonostante l'attacco di Portland risulti più fluido, il 32-29 esterno di fine primo quarto testimonia un equilibrio fin lì anche gradevole, con Lillard a comandare (10 + 4 assist alla prima sirena) e Kilpatrick a sparacchiare (3 punti con 1 su 9 a fine gara).

Da sottolineare la quantità industriale di tiri da fuori presi da entrambe le contendenti. Sono specialmente i padorni di casa a non lesinare tentativi dai 7,25 metri, soprattutto con (tutti) i lunghi: Lopez, Hamilton, Scola, Booker, nessun big man bianconero rinuncia a provarci, con esiti altalenanti (10 su 35 il totale alla sirena). Quando in campo ci sono le panchine, Portland prende 9 lunghezze di vantaggio, grazie più che altro alla coppia Crabbe (11 all'intervallo tirando bene da fuori) + Turner (letale dal mid-range): le alte percentuali fanno lievitare il punteggio fino al 70-64 Blazers al 24'.

Come se non bastassero le difese "contemplative" della prima metà di partita, la pausa lunga sembra abbassare ancora di più la soglia di attenzione e la voglia di mettere una certa intensità nelle giocate. Ciò vale specialmente per Brooklyn. Tra tiri dopo pochi(ssimi) passaggi, attacchi disordinati e pessime spaziature (emblematica l'azione che vede Brook Lopez partire in palleggio e finire dopo un metro addosso a Justin Hamilton), i Nets deragliano e Portland raggiunge il massimo vantaggio grazie a McCollum (21 con 5/7 da tre fino a quel momento).

Dopo essere tornati a meno 15 (84-99) alla terza sirena, i primi minuti di ultimo periodo indirizzano definitivamente la contesa verso gli ospiti, che forti di un comodo + 20 possono sguinzagliare seconde, terze e quarte linee. Finisce 109-129 in massima tranquillità per gli uomini di Stotts, che hanno un CJ McCollum da 33 punti (6/10 dall'arco), un ottimo Meyers Leonard in doppia doppia e un tranquillo Lillard fermo a 18. A proposito di Damian, ogni volta che incrocia i Nets torna alla mente che quella maglia avrebbe anche potuto essere sua, se Brooklyn non avesse ceduto la propria scelta al draft in cambio di Gerlad Wallace: ma si sa, col senno di poi......

In casa Nets poco da segnalare, 21 di Lopez e 16 di un buon Trevor Booker,  ma il pretesto di uno stile di gioco uptempo non giustifica un'applicazione difensiva così povera: più di 125 punti subiti per la quarta volta in fila sono un serio campanello d'allarme per coach Atkinson.