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Serie A, i numeri di Brescia-Orlandina: Fitipaldo fa il top player, Delas la decide. Buon inizio di Burns ma quanto pesa l'errore

Vi presentiamo il focus sulle statistiche più importanti dell'anticipo di ieri sera fra Basket Brescia Leonessa e Orlandina

Domenica 6 Novembre 2016 | Marco Lorandi | Serie A


4, come i punti che separano Brescia e Capo d’Orlando nella classifica generale -
Prima ancora che il campionato fosse iniziato, i guru delle testate giornalistiche e delle webzine avevano additato la Germani e la Betaland come le principali indiziate per lottare al fine di non retrocedere nella serie cadetta. È vero, alla fine dei giochi manca ancora tanto, troppo tempo per tirare le somme, però vi è l’impressione che quest’anno l’Orlandina non abbia intenzione di giocare un’altra stagione di basso profilo e, con la vittoria del PalaGeorge di ieri sera, i ragazzi di De Carlo hanno messo ancora più in chiaro di avere delle velleità, lanciandosi al momentaneo 8^ posto in classifica generale. Chi invece non se la sta passando affatto bene è proprio la Leonessa di Diana che, a discapito della pur buona prestazione di ieri, ha raccolto pochi punti: ora Capo d’Orlando è distante quattro punti.

 

7, come i secondi sul cronometro al momento del canestro di Delas - Immaginarsi la scena (o l’incubo, se siete tifosi della Germani): mancano 37”, la Betaland, sotto di un punto perde palla e offre a Brescia la possibilità di allungare ma, complice una perfetta difesa avversaria, l’unica cosa che la Germani riesce a collezionare è un’infrazione di 24” offensivi. I secondi sono pochi, precisamente il cronometro segna che all’ultima sirena dell’overtime mancano 7 secondi e 38 centesimi. Stojanovic si prepara alla rimessa, valuta a quale compagno lasciare la palla infuocata e lancia in aria un assist per Delas, perso sul taglio backdoor da Burns, che comodamente appoggia il canestro della vittoria. 

 

13, come i punti di Burns alla prima da “bresciano” - Non è certo un giocatore timido e i tifosi di Montegranaro se lo ricordano ancora piuttosto bene. Il ritorno di Christian Burns nel campionato italiano a quattro anni di distanza non è stato nemmeno così negativo. I punti a referto, al termine del match, sono 13 ma Christian, che ha avuto pochissimo tempo per familiarizzare con il gioco della Germani, è sembrato anche piuttosto ispirato nei 23’ in cui è rimasto sul parquet. C’è però un’importante macchia, sintomo di uno stato di forma ancora da perfezionare, sul suo match: il taglio backdoor subito da Delas in occasione del tap in della vittoria. Forse Diana avrebbe potuto dare spazio a qualcuno già rodato e pronto per giocare un momento decisivo, ma chi siamo noi per giudicare l’operato di un allenatore professionista che sa giustificare da sé le proprie scelte?

 

34, come la percentuale da oltre l’arco della Leonessa - È ormai noto: il gioco di Diana si è sempre basato sul pick ’n’ roll e sulla possibilità di creare tiri aperti da oltre l’arco. Niente di male in tutto ciò, eppure, come abbiamo visto anche con Milano, la Leonessa in questa stagione proprio non sembra volerne sapere di segnare da tre. I tentativi sono tanti nell’arco del match (38 contro i 27 dell’Orlandina) ma i palloni che hanno baciato il fondo della retina sono un po’ troppo pochi (solo 13). Il dato è sconfortante soprattutto se guardiamo alla serata non proprio esaltante di David Moss, che almeno dopo avere sbagliato due conclusioni ha deciso di non intestardirsi, e di Luca Vitali, sul quale pesano ben 9 tentativi da tre di cui solo due andati a buon fine.
E non vogliamo toccare il tasto “tiri liberi” per non sembrare ripetitivi: restano comunque un tabù, soprattutto nei momenti clou!

 

44, come la valutazione di “Toro Scatenato” Fitipaldo - In questo avvio di stagione, Bruno Fitipaldo sta letteralmente facendo le fortune di tutti i fantallenatori che abbiano deciso di dargli fiducia e schierarlo in quintetto. Insomma, se non doveste sapere a chi affidare le redini della vostra squadra al Fantabasket, ebbene quello di Fitipaldo è il profilo giusto per voi. Ci sono poche parole per definire il leader morale dell’Orlandina, ma potete provare con “meraviglioso” e “immenso” e non ci andrete troppo pesanti. Visione di gioco, tiro dalla media e dalla lunga distanza pressoché perfetti e agonismo da vendere sono le caratteristiche di un vero e proprio “top player” (iunctura estera che piace tanto agli appassionati di calciomercato), il quale anche contro la Leonessa ha saputo essere decisivo: 33 punti (67% da due, 75% da tre), 10 assist, 3 rimbalzi e 44 di valutazione in 45’ di costante presenza sul parquet. Chapeau!

 

4000+, come gli spettatori che seguono la Germani Brescia al PalaGeorge - Ormai, dal trasloco al PalaGeorge di Montichiari durante le finali per la promozione, il tifo bresciano si sta affermando come uno tra i più belli e importanti nel basket italiano. I tempi del troppo piccolo San Filippo sono ormai un lontano ricordo e la coppia Bonetti-Bragaglio merita quantomeno un applauso per avere risvegliato la voglia di pallacanestro in una città dove la palla a spicchi -ma verrebbe da dire lo Sport più in generale- mancava ai massimi livelli da tanto tempo. Insomma, se dal punto di vista del gioco c’è ancora da migliorare, Brescia ha vinto anche stasera la sfida del tifo!